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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
25 febbraio 2013
MA BERLUSCONI E BERSANI SONO GIA' IL PASSATO (di Stefano Olivieri)


Berlusconi è stato indubbiamente favorito da Grillo ma il disegno qui sopra è soltanto un istantanea. Il cavaliere è un morto che cammina e neanche da solo, dietro di lui c’è Bersani, occorrerà prenderne atto in tempo. Io ho sempre votato a sinistra, anche in queste elezioni. In casa mia due voti sono andati a Vendola e uno a Bersani. Non è bastato, come sappiamo. La politica italiana è stata investita dallo tsunami di Beppe Grillo e gli tsunami, si sa, fanno danni che possono essere riparati soltanto rimboccandosi le maniche e ricostruendo davvero. Dovrà farlo il popolo italiano nel suo insieme, utilizzando entusiasmo, risorse e competenze non certo soltanto dei giovani grillini che fra quindici giorni approderanno in parlamento. Dovrà farlo secondo un’agenda delle emergenze della quale ogni partito ha redatto un suo elenco, e dunque dovrà esserci una mediazione, per forza. A meno che Grillo non intenda andare subito a nuove elezioni per capitalizzare un consenso ancora più ampio. Ma lui sa che il paese è troppo malato, e che tante, troppe famiglie sono già oggi alla canna del gas. Dunque dovrà mediare con chi ci sta, che è poi il vero senso della politica.

È difficile addossare a Grillo la responsabilità dell’attuale situazione di stallo. Così come è improbabile che Grillo stesso, ora che ha raccolto i voti di un quarto dell’elettorato, intenda disperderli con una alleanza tout court utilitaristica che non servirebbe a nessuno, a cominciare dal suo stesso movimento cinque stelle.

Questa strepitosa crescita è frutto di un percorso popolare che non è cominciato l’altro ieri ed è stato alimentato dal disinteresse dei partiti, TUTTI. Il Pdl in primis ma anche il PD e non è proprio il caso di sorprendersi che proprio al PD Grillo abbia eroso voti e consensi. Basta leggersi i venti punti del programma del M5S per trovarci dentro tante istanze, collettive ma non corporative, che il popolo della sinistra non ha MAI visto collocare, da parte dei partiti di riferimento, in cima alle emergenze da risolvere. Per questo oggi molti compagni hanno votato Grillo, e aspettano che il loro voto venga compreso. Lo scrissi in un articolo nel 2007 e lo ripeto oggi, non prendiamocela con Grillo, prendiamocela piuttosto con i nostri partiti e riportiamoli sulla retta via. C’è sicuramente un terreno comune di dialogo che si può sviluppare in parlamento fra il M5S e il centrosinistra: dal conflitto d’interessi ai beni comuni, dalla sanità alla bolletta energetica, dall’etica dei comportamenti all’ambiente. Un terreno sul quale possono davvero tornare a germogliare i sogni di un paese onesto, solidale e responsabile, a patto che lo si bonifichi, preventivamente e pregiudizialmente, dal cancro assoluto e trasversale delle varie consorterie affari&politica che popolano le anticamere di tutti i partiti. Abbiamo un intero paese da tempo eticamente modificato su cui intervenire, dai palazzi del potere fino all’ultimo ufficio periferico e continuando poi nel settore privato, perché anche lì è pieno di mimandapicone, anche lì la meritocrazia è scomparsa da decenni. Soprattutto, va detto a onor del vero, grazie all’esempio del cavaliere e dei suoi sodali.

Il lavoro da fare c’è ed è tanto, rimbocchiamoci le maniche e cominciamo.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it



Stefano Olivieri
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permalink | inviato da Stefano51 il 25/2/2013 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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