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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
6 febbraio 2013
MONTI FAI MENO LO SPIRITOSO (di Stefano Olivieri)


Egregio (in senso squisitamente etimologico) professor Monti, fai meno lo spiritoso. Fosti chiamato a governare un difficile passaggio, il cosidetto governo tecnico, e per questo eletto senatore a vita, così da consentire la chiamata di Napolitano. Governasti non da tecnico ma da politico di destra, lo dicono le scelte che hai fatto tu e soprattutto la professora piangente. Abbiamo, è vero, forse rassicurato gli speculatori che stavano facendo spezzatino del nostro paese, ma il prezzo lo hai fatto pagare esclusivamente alla classe lavoratrice dipendente e ai pensionati, perché l’attuale regime fiscale li penalizza fortemente, così come le riforme della Fornero. Invece l’evasione fiscale e contributiva sono ancora ben lontane dall’essere messe sotto controllo e la crisi economica che investe imprese e famiglie continua come e peggio di prima, soprattutto a causa della totale assenza di un organico progetto di sviluppo che tu per primo non hai inteso elaborare e offrire al paese da premier incaricato, perché dopo esserti rivolto sempre dalla stessa parte per drenare risorse, avresti dovuto a questo punto rivolgerti a quelli, non tanti ma potenti e danarosi, che di questa crisi invece si sono avvantaggiati. Non l'hai fatto e hai preferito dimetterti.

Per questo il tuo governo non è stato tecnico ma di destra, perché ti sei sempre ben guardato dall’intervenire su Berlusconi (che, per dirne una, utilizza ancora un bene pubblico come l’etere a prezzi stracciati e senza concorrenza), e in continuità con il tuo predecessore hai continuato non soltanto a impoverire la classe lavoratrice, ma anche a distruggere le nostre risorse future più preziose (i giovani, i tagli all’università e alla scuola).

Oggi l’Italia è in ginocchio e tu hai scelto di scendere in politica, per terminare il tuo lavoro. Sei in gara con il centrosinistra e con la destra Berlusconiana, sei stato scavalcato dal movimento di Grillo. Il buon senso dovrebbe consigliarti una maggiore prudenza, perché quelle che tu chiami riforme hanno affamato il paese e occorrerebbe ben più di un bagno d’umiltà da parte tua per recuperare stima e consensi, soprattutto a sinistra. Invece ti mostri agguerrito e anche villano, come e più di Berlusconi a tratti. Oggi addirittura, impudentemente, hai scoperto del tutto le tue carte mettendoti a ricattare Bersani sulla questione, tutta interna al centrosinistra, della alleanza fra PD e SEL. A chi gioverebbe una distruzione di quell’alleanza, egregio professore, se non quel Berlusconi che tu, a parole ma non a fatti, mostri di combattere?

Egregio professore, ti avevo consigliato di tornare alla Bocconi e non l’hai fatto. Con le tue prime riforme hai sfasciato il welfare italiano, che non è quel colabrodo che pensi tu e il tuo consigliori Ichino, è invece un sistema, senz’altro da migliorare, che ci invidiano in tutto il mondo occidentale, compresi gli USA. Hai voluto stravolgere le tutele e i diritti dei lavoratori senza offrire loro in cambio un progetto di sviluppo globale, sistemico, soprattutto solidale. Perché il tuo intento (e della Fornero) è stato in realtà quello di comprimere, stavolta sì in modo sistemico e duraturo, la condizione economica del lavoro dipendente, per abbassarne il costo. Questo è stato il tuo personalissimo cuneo fiscale, e non ci è piaciuto per niente. Il costo del liberismo che tu difendi, gli errori sciagurati di questo mostro che sa soltanto crescere divorando il lavoro come merce amorfa, non vogliamo pagarlo più, mettitelo bene in testa.

Perciò fai pure la tua competizione elettorale, ma abituati fin d’ora all’idea che, una volta che ci sarà il governo, tutti i partiti rappresentati in parlamento avranno diritto di parola. In particolare quelli del centrosinistra, che verosimilmente dovrebbero risultare vincitori. Il PD farà dunque le riforme con te ma non necessariamente, perché in parlamento oltre alla tua coalizione ci saranno altre rappresentative politiche in grado di votare.

Capito l’antifona?

Stammi bene, e salutami il tuo loden

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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