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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
23 dicembre 2012
MONTI SI CANDIDA E SMONTA IL PDL (di Stefano Olivieri)
 

Così alla fine superMario si candida. Ci ha girato molto attorno, prima di dirlo. Ha ringraziato i presidenti, il parlamento, i partiti che gli hanno consentito di governare fino ad oggi. Ha dimenticato di ringraziare i cittadini, grazie ai sacrifici dei quali gli è stato consentito di tenere alta la testa in Europa. Ha omesso di farlo e non per caso, perché anche quando ha toccato il tema del sovraffollamento delle carceri italiane si è dimenticato di dire che lì dentro c’è tanta gente che ha rubato soltanto un tozzo di pane, mentre i veri birbaccioni stanno ancora fuori perché sul tema giustizia lui ha dovuto tener conto dei desiderata di Berlusconi.

Il popolo, per Mario Monti, non è evidentemente così importante, e l’equità a egli cui accennò a inizio legislatura la dovremo archiviare nello stesso cassetto dove andiamo a conservare le lacrime del ministro Fornero. La candidatura il professore la vincola alla sua “agenda Monti”, e scommetto 10 euro contro un fico secco che nascerà di punto in bianco un gruppo fattapposta che si chiamerà proprio così, per compiacerlo.

L’unica nota positiva è che a questo punto nel PDL è già suonato il segnale di rompete le righe. Il plotone dei “montisti” diventerà un esercito e Berlusconi sarà costretto a reintegrare le perdite arruolando Storace, capitan Uncino il pirata Berbanera. Gli resteranno le amazzoni, le igieniste e e le olgettine, che dovrà sistemare a questo punto a sue spese personali dentro Mediaset, senza farcele pagare ancora una volta a noi.

Il PD. Bersani ha già risposto cautamente, e ha fatto bene. Perché intanto il cerino acceso, per ammissione stessa di Monti, è restato in mano a Berlusconi (tramite il povero Alfano); e anche perché qui non si discute il fatto che occorrano risorse per risolvere la crisi e rilanciare l’economia, qui si discute di come e da chi quelle risorse sono state prelevate. Dunque se l’IMU, e tutto il resto, erano provvedimenti necessari dettati dall’emergenza di pronta cassa ( e la pronta cassa la fai soltanto con i lavoratori dipendenti e pensionati), visto che il credito del paese è risalito, lo spread e sceso e Monti ha detto a Napolitano “Missione compiuta!”, sarà pure il momento a questo punto di ripensare a un modo più sano, più etico e giusto per recuperare i denari che servono al paese. Vorrà dire che il PD, con una destra berlusconiana ormai all’estinzione e un centro montiano in crescita, dovrà anche fare i conti con il professore, ma da posizioni ben diverse. Perché a questo punto è chiaro a tutti, anche ai mille cespugli di sinistra, che diventa fondamentale che il PD vinca le elezioni. E il suo programma di rilancio del paese, se dovrà fare scricchiolare qualche costola, stavolta la dovrà andare a cercare nei quartieri alti, perché i poveracci hanno già dato.

Alla fine dei giochi, forse non è del tutto male che Monti entri in politica. Certo, la furbizia di non candidarsi alle elezioni in quanto senatore a vita sembrerebbe uno sgarbo a Napolitano, ma se il rovescio della medaglia è far fuori una volta per tutte il nano di Arcore, ci passeremo sopra. Se il PD (insieme a Vendola e chi altri vorrà stare, ed escludendo quelli che invece vedrei volentieri fuori dal partito come Renzi e Ichino, manifestatamente filomontiani) vincerà le prossime elezioni, deciderà la sua agenda nel nome del popolo italiano e non del professore della Bocconi, con tutto il rispetto naturalmente.

Rimbocchiamoci le maniche, che l’ultima partita è appena iniziata. Ci sarà da lavorare.

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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