.
Annunci online

se sono partito ogni tanto devo pur tornare
6 agosto 2012
L'ITALIA DI DOMANI ( di Stefano Olivieri)


Seconda settimana d’agosto, l’Italia suda e non solo per il caldo. Sei italiani su dieci sono rimasti a casa e dei quattro che invece son partiti per le vacanze, almeno due si accontenteranno di brevissimo week end, il più delle volte selezionati fra le offerte lastminute di albergatori e ristoranti.
Quel dieci per cento della popolazione che da decenni detiene più della metà della ricchezza nazionale non si fa invece problemi di crisi. Aerei, barche, mete esotiche e chi più ne ha ne metta, insomma una vacanza alla Formigoni, con tutto il rispetto parlando, ovviamente.
Il paese annaspa sotto la disoccupazione sempre più alta e salari e stipendi sempre più bassi. Che non si pensi alle vacanze è cosa ovvia, che si resti a casa durante i giorni di ferie è già un lusso straordinario rispetto a chi, licenziato o disoccupato, quelle ferie le trascorre gratis. Io mi sono prenotato per la settimana di ferragosto, ho già in mente le varie riparazioni da fare in casa e, se ci scappa, un romantico gelato insieme a mia moglie il pomeriggio, al lago di Bracciano.
Vedremo. Intanto Monti si affanna a spiegare che la Germania è paese amico, preoccupato dai toni antitedeschi della nostra politica. Sarà, Angela Merkel non sarà senz’altro una culona inchiavabile come la definì sciaguratamente Berlusconi, ma è certo che gli elettori tedeschi, diciamo meglio gli investitori tedeschi, si stanno divertendo ( e stanno guadagnando) un sacco a giocare a risiko con le cenerentole d’Europa, con questa cosa di assegnare agli altri i compiti a casa mentre loro se la spassano sbevacchiando tra una birra e l’altra. La Germania si diverte a spingere i più deboli nel burrone ma rischia, le sue banche sono anch’esse drogate dai titoli atipici e questo è uno dei motivi per cui viene proprio da lì la più strenua resistenza a un’azione comunitaria europea di glasnost finanziaria, a cominciare appunto dal sistema bancario.

Intanto, grandi (ma davvero sono grandi?) manovre sul piano delle alleanze in vista delle prossime elezioni. La prima cosa che salta agli occhi è che Casini ha sempre meno margini per continuare il suo passatempo preferito, quello dei due forni. Fa gli occhi dolci a Bersani e le boccacce a Vendola, non sappiamo ancora come si porrà nei confronti di ciò che uscirà da destra dopo Berlusconi. Da lì infatti potrebbe uscire di tutto o niente, l’implosione del PDL non è stata ancora certificata dalle elezioni e il parlamento dei nani e delle puttane continua infatti a stare aggrappato alle poltrone infischiandosene dell’Italia. Nel frattempo il movimento cinquestelle si riempie di delusi berlusconiani e la cosa dovrebbe far riflettere.

A Bersani e a Vendola dico quattro cose: lavoro, scuola, salute ed energia (acqua compresa) regolate dal pubblico, che sia chiaro. Che significa, per il prossimo governo, che lo Stato c’è e deve fare tutta la sua parte senza esitazione. la politica deve tornare alta, al servizio del paese e dei suoi cittadini, tutti, e non abdicare di fronte alla finanza internazionale. Non può essere tutto mercatabile, affidato a un economia senza faccia e nazionalità. Il liberismo deve morire, o comunque non asfissiare più la politica nazionale. Vorrei sapere perché dobbiamo stare appesi alle scoreggie di un Soros qualsiasi quando potremmo e dovremmo decidere che prima di un fiscal Kompact, che ci vedrà schiavi per i prossimi dieci anni, si dovrà pensare a una politica di sviluppo europeo che espella definitivamente da se le cellule malate di certa finanza internazionale buona solo a fare cassa. Francia e Italia possono costituire un forte asse di rinascita etica, non appena dal nostro governo sarà uscito l’uomo del fondo monetario internazionale. E in Germania la Merkel ha di fronte a se elezioni dall’esito molto incerto.

Ci deve essere un altro modo di fare progresso, che non sia questo becerume schiavista promosso da Monti & c. Non si può far ripartire l’ascensore sociale senza modificare profondamente l’assunto stesso della manovra montiana ( e anche della Fornero), che ha colpito duro sempre dalla stessa parte, portando sotto la soglia del disagio sociale centinaia migliaia di famiglie italiane mentre i ricchi continuano a spendere e spandere. Non si può parlare di nuovo welfare senza aver prima chiarito come e da chi rastrellare i fondi necessari, e con quali regole. Non si può parlare di nuove regole per il lavoro se si guarda al lavoro come merce. E non si può parlare di ripresa del mercato interno se non si ridistribuiscono le risorse finanziarie, se non si interrompe il flusso di denaro che negli ultimi dieci anni ha letteralmente svuotato le tasche di operai e lavoratori dipendenti a vantaggio dei lavoratori autonomi, dei professionisti e delle imprese.

Perciò, cari Bersani e Vendola, chiacchierate pure e alleatevi con chi volete, ma sappiate che il prossimo governo le risorse le dovrà fare uscire dall’Italia, non dai prestiti internazionali. Dovrete fottervene dello spread e pensare prima di tutto alla giustizia fiscale nel nostro paese. Che significa patrimoniale subito, per intenderci, perché in tempi di crisi ciascuno deve dare per quanto può, e i braccini troppo corti vanno allungati con la legge. E questo non per spirito di vendetta dei proletari bolscevichi, che poi in Italia non sono mai esistiti, ma per una questione di giustizia e anche, se vogliamo, per un banalissimo calcolo economico: se non riparte il consumo interno non ci sarà crescita del mercato interno e le nostre piccole e medie imprese, incravattate dalla crisi e dimenticate dalle banche, chiuderanno i battenti creando altri milioni di disoccupati. L'altro ieri a un settantenne milanese hanno rubato la biciclketta, dopo averlo malmenato. Ladri di biciclette, il fil di De Sica, è del 1948. Quanto ancora indietro vogliamo tornare? 

Perciò: con il nuovo governo, patrimoniale subito. Occorre che l'Italia torni virtuosa sul serio, occorre annientare ogni residuo germoglio dell'etica berlusconiana.  Poi, ma soltanto poi, si potrà discutere del resto da fare, che è tanto.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Questo blog si presenta sotto forma di appunti personali, e come tale non segue un vero filo logico nel corso del tempo. Il presente blog non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita’ dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7.03.2001. posizionamento sui motori ricerca



IL CANNOCCHIALE