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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
21 giugno 2012
Monti all'ultimo bivio (di Stefano Olivieri)


Si può diventare autarchici rimanendo convinti europeisti, si può e si deve scegliere l’euro pretendendo una Unione Europea in cui sia condivisa la moneta e anche la gestione politica dello sviluppo e di una risposta comune e solidale alla crisi. La reiterata boutade di Berlusconi sull’uscita dall’euro è l’ennesima provocazione di chi sa che avrebbe da perdere molto in una Europa davvero unita e solidale.

Il governo Monti può e deve trovare la strada del rigore davvero equo, non solo a chiacchiere. Riformare le pensioni dopo aver bloccato da 4 anni i contratti, riformare il lavoro ammettendo danni collaterali tremendi ( gli esodati) è rigore a senso unico. La stessa spending review , la revisi0one della spesa, proviene dall’ottica strabica di individuare i possibili tagli sempre e soltanto laddove si è già tagliato, mentre i buoi più grassi continuano a uscire indisturbati dalla stalla.

I sacrifici devono farli tutti, questa sarebbe il vero risultato, l’unico trofeo davvero virtuoso da esibire in Europa, non lo scalpo di esodati, pensionati, dipendenti pubblici su cui si addensano per l’ennesima volta previsioni di grandi sforbiciate. Se in Italia non arrivano investimenti non è per il costo del lavoro, bensì per la corruzione dilagante, per l’enorme commistione fra interessi pubblici e privati, per l’appetito smodato di caste e cricche che nel ventennio berlusconiano sono nate, cresciute e moltiplicate.

Perché tagliare non si può più dove è stata fatta macelleria sociale. Lo si è visto, ormai siamo all’osso e già adesso molti servizi ai cittadini mostrano affanno. Una burocrazia laboriosa, sana ed efficiente non è un inutile orpello, è il costo necessario di un paese civile, che deve saper guardare prima di tutto ai suoi cittadini più deboli e indifesi.

Monti non vuole sentir parlare di patrimoniale. Dice che l’ha già attuata con l’ IMU e sa di dire bugie. Anche perché, proprio restando nell’IMU, a pagarla non sono tutti, e fra gli esentati state certi che non c’è la povera gente. Gli effetti, davvero devastanti, di questa tassa non vanno per niente in direzione dell’equità sociale, ma anzi accentueranno la distanza fra ricchi e poveri. I secondi tenderanno a disfarsi del bene casa, in un mercato immobiliare vivace soltanto per le abitazioni di lusso e già profondamente al ribasso per le altre tipologie; i primi approfitteranno ancora una volta della situazione per fare shopping.

Non è l’Italia solidale che pensavamo di creare dopo Berlusconi. L’ombra del cavaliere e della sua arrogante filosofia liberista c’è ancora tutta, seppure in salsa bocconiana. In un momento di emergenza la raccolta delle risorse per il bene del paese non può avere paraocchi, ciascuno deve contribuire secondo la sua disponibilità. E c’è solo un modo di farlo con i riluttanti, quello di espandere al massimo il denaro virtuale e di prelevare direttamente le risorse necessarie dai depositi bancari più consistenti. Senza badare alle dichiarazioni dei redditi, perché si sa che sono menzognere sul fronte del lavoro autonomo.

Non si può più scherzare né indugiare. Occorre agire in fretta e bene. La gente onesta e laboriosa di questo paese attende un vero segno di discontinuità dalla politica , se questo non arriva in fretta non l’Italia, l’intero progetto comune europeo sarà destinato a fallire.

Monti porti in Europa una vera tassa patrimoniale sui depositi bancari più consistenti, e rilanci con veemenza la proposta di una Tobin Tax sulle transazioni finanziarie. Ora anche Obama potrebbe essere interessato, perché una crisi europea persistente sta già frenando la ripresa USA. Il governo italiano smetta di galleggiare oppure si vada subito a nuove elezioni.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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