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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
16 maggio 2012
PAPA' HO FAME (di Stefano Olivieri)

Nel 2012 un bimbo su 4 in Italia è povero, era uno su cinque soltanto l’anno scorso. E lo è soprattutto se i suoi genitori sono giovani, ancor più (47%) se può contare su un solo genitore di età inferiore ai 35 anni. I nuclei familiari il cui capofamiglia ha meno di 35 anni rappresentano nel nostro paese il 10 % delle famiglie, ma hanno a disposizione meno del 5% del reddito. Ancora: se il capo famiglia non è alfabetizzato (ovvero dispone soltanto della licenza elementare), due bambini su tre (67%) sono poveri. Sono i dati, attendibilissimi, dell’indagine di “Save the children”, una associazione internazionale che di solito opera in ben altri scenari. Qui invece siamo nel ricco ed evoluto occidente, nel paese del mulino bianco del cavaliere e dei suoi fanatici ed accecati sostenitori..

Se vuoi sapere dove va la ricchezza in Italia, segui un’auto da 50mila euro e lo saprai. Se vuoi sapere della povertà fermati per strada in qualsiasi quartiere periferico delle grandi città, fermati ovunque vuoi al sud e guarda la gente che passa. Li saprai riconoscere, se non dai vestiti, dai loro occhi.

C’è già un po’ di Grecia, forse anche un po’ d’Africa nelle italianissime facce di questi bambini. Non giratevi dall’altra parte, guardateli piuttosto: c’erano già quando Berlusconi andava dicendo ai giornalisti che la crisi non c’era, che nella scuola di suo figlio c’erano bambini che avevano due telefonino. Poi suo figlio nel frattempo è cresciuto ma l’ex premier ha continuato a vedere ristoranti pieni e aerei stracarichi di passeggeri, fino a quando gli impallina tori di borsa non hanno inquadrato nel mirino proprio le sue aziende, e allora ha preferito farsi da parte “per il bene del paese” che ancora una volta coincideva con il suo interesse personale.

In tutte le crisi soccombono prima di tutto i più deboli, non ci vuole una gran testa a capirlo. E la famosa crescita che si sta aspettando diventa non urgente ma addirittura indispensabile guardando a questi dati. Che non si possono nascondere sotto il tappeto come la polvere.

L’Italia emerse dall’ultima guerra con le ossa rotte, e tuttavia riuscì a ricominciare. La povertà, il disagio nero incontrarono la speranza e la solidarietà umana e avvenne il miracolo. Oggi ci sono zone vastissime del nostro paese che replicano scenari di 70 anni fa: “… l'incidenza di povertà minorile è ben al di sotto della media nazionale nel Nord-Ovest con il 10,9% , nel Nord-Est con il 14% e nel Centro con il 13,2%, mentre nel Sud vola al 40% (quasi due minori ogni cinque) e arriva al 44,7% nelle Isole. In Sicilia ed in Sardegna l'incidenza di povertà nelle famiglie con un solo genitore supera addirittura il 54%...” (da Save The Children).

Sarebbe ora di metterci una pezza, e anche in fretta. Se ci vergognavamo di Berlusconi quando andava in giro per il mondo a rappresentarci, oggi dobbiamo vergognarci di noi stessi per non riuscire a sfamare i nostri bambini. E Monti non deve più perdere tempo.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

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