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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
LAVORO
1 marzo 2012
(3)Monti vara il decreto spalmatasse ( di Stefano Olivieri)

Ho atteso un giorno, sperando che qualche giornale commentasse la notizia. Invece nulla, il silenzio, l’hanno ingoiata quasi senza masticarla. Eppure la notizia è lì e non si può rimproverare Monti di ambiguità. Lo ha detto a chiare lettere, meno irpef e più iva, punto. Ciò avviene nel paese dove l’evasione fiscale delle imposte dirette causa un danno allo stato di 120 miliardi di euro l’anno. Che aggiunti ai 60 di iva inevasa diventano 180. Di questo stiamo parlando.

Il governo Monti ha mostrato i denti, ha fatto i blitz con i finanzieri nei luoghi del lusso. Bene. Ha rastrellato 12 miliardi di euro dall’evasione. Bene. Prosegua su questa strada. Non vuole imporre la tassa patrimoniale? Almeno non dia tregua agli evasori incalliti e arricchiti, li stani uno per uno e svuoti le loro tasche. E' da lì che dovrebbe arrivare linfa al welfare italiano. Invece no. Monti si comporta come la maestra che, avendo scoperto un danno causato in classe durante la sua assenza dagli alunni e non trovando il colpevole, mette in punizione tutti, innocenti compresi.

Aumentare le imposte indirette farà il solletico agli evasori ricconi, e farà invece molto male alla classe lavoratrice, in particolare alle famiglie dei lavoratori dipendenti. Fra l’altro, l’annuncio di notizie del genere è già di per se catastrofico, perché i commercianti già stanno ad aggiornare i loro prezzi. Crescerà tutto, a cominciare dai generi di prima necessità. E nel frattempo, dice Monti, si abbasseranno le imposte dirette. Ma se mi entra più denaro in busta paga e poi la roba al mercato costa di più, carissimo premier, dove sta la differenza?

L’attuale regime fiscale, ereditato da Tremonti, è già profondamente strabico a svantaggio dei redditi medio bassi. Un ricalcolo, oltre che un alleggerimento, delle aliquote dovrebbe riequilibrare i redditi dei ceti più svantaggiati, ma di questo non si parla. In sostanza la battaglia all’evasione fiscale si risolve così: non si tassano più le persone, ma i beni e i servizi che le persone acquistano. Così dietro l’angolo scatta la tassa più odiosa di tutte, l’inflazione. Che oggi non viene neanche più recuperata da quella che una volta si chiamava contingenza. Oggi il recupero (altra genialata di Tremonti, adottata senza batter ciglio da Monti e dalla Fornero) su salari e buste paga avviene attraverso uno strumento che non tiene conto della bolletta energetica. C’è da sorridere per non piangere.

Monti è al 61 % di popolarità, dunque ben al di là dello sparuto esercito di ricconi che tengono in mano quasi la metà del reddito nazionale. Do un consiglio al premier: utilizzi questo consenso per riportare DAVVERO il denaro che è stato rubato in questi anni alle famiglie di operai, lavoratori dipendenti e pensionati. Tenga presente che dopo Berlusconi anche un re travicello avrebbe riscosso applausi, dunque sia cauto, perché a marzo si pagano le tasse e la sua luna di miele potrebbe naufragare in una crisi di governo.

Ai partiti non chiedo più niente. Se il PD tace anche stavolta ha chiuso anche con me.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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