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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
3 gennaio 2012
IO MI PREPARO ALLA FASE TRE ( di Stefano Olivieri)

Massimo Gramellini apre oggi su “La Stampa” con il titolo “Non lasciamoci mangiare” invitando tutti a prendere il lato buono di questa orrenda realtà italiana che finalmente ci viene disvelata. Come a dire che la matrix berlusconiana dell’ottimismo fine a se stesso è caduta, ma non per questo adesso si deve eccedere nel pessimismo.

Io però – e non credo di essere il solo – maturo giorno dopo giorno l’atroce dubbio che questo governo tecnico di Mario Monti sia soltanto un modo furbo, all’italiana insomma, di far passare inavvertito finchè si può quello che è un vero e proprio default economico del nostro paese. Con tanto di commissario europeo – Mario Monti appunto – venuto a farci le pulci e a tentare di liquidare il fallimento. Un fallimento prima di tutto della politica che ha fatto non uno, ma cento passi indietro.

Il 2012 si apre con la benzina più cara nel paese che più di tutti fa viaggiare le merci su gomma. Un vero e proprio suicidio. Si apre con una classe operaia annientata, e altri trecentomila ( se va bene) posti di lavoro che andranno persi nel corso dell’anno. Si apre con una diatriba aperta sulle regole del lavoro (dall’articolo 18 al contratto unico) che vede, di fronte a un governo che convoca separatamente i sindacati, come unica controparte governativa un sindacato che ha ritrovato l’unità ma a cui la politica, tutta, guarda con colpevolmente tiepido entusiasmo. Si apre, questo 2012 con una classe media che è scivolata nel disagio e non può fare più progetti di vita e di crescita ma soltanto di pura sopravvivenza, cercando di far fronte a rincari e prezzi in mano ai soliti commercianti, le solite corporazioni, i soliti cartelli (banche, assicurazioni, etc).

L’equità tanto contrabbandata non esiste, non è mai esistita e mai esisterà in un paese dove la politica per prima ha dichiarato default. Si continua a dire che i soldi per fare riforme redistributive non ci sono e intanto si consente ai ladri e ai mascalzoni di continuare a rubare e a nascondere il maltolto, tant’è che è ripartita alla grande la fuga dei capitali verso l’estero.

Non facciamoci prendere più in giro. É inutile frignare, è inutile gridare allo scandalo della mancata asta tv che renderebbe 5 miliardi alla comunità, ed è inutile tentare di bloccare l’acquisto di 131 aerei dal prezzo di più di venti milioni l’uno (pensate: una manovra finanziaria intera regalata al ministero della difesa di un paese che non ha neanche l’atomica).

Questo non è un governo tecnico, non è nemmeno un governo: è un commissariamento, e anche piuttosto cinico perché gratta dove è più facile grattare, al solito. Il maggior partito d'opposizione dice oggi, attraverso il suo leader, che è giunto il momento del dialogo: meglio tardi che mai caro Bersani, questo parlamento aveva più voce con Berlusconi, che è tutto dire.

Se questa è la fase due, ebbene io sono pronto già adesso alla fase tre, cari miei. L’Italia non ha mai conosciuto nella sua storia una vera e propria rivoluzione, forse stavolta ci siamo. Non si può aspettare sorridendo il plotone d’esecuzione, per quello che (non) stanno facendo i partiti, per conto mio potrebbero essere già sciolti. L’ho già scritto e in tempi non sospetti: la sovranità spetta al popolo. Oggi è molto più giusto pensare a un CLN.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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