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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
30 dicembre 2011
CRESCITALIA, MA INTANTO CRESCONO SOLTANTO I PREZZI ( di Stefano Olivieri)


Si dice, lo afferma anche il premier Monti invitando all’ottimismo, che gli investitori stranieri non si fidano ancora del nostro paese e per questo lo spread continua ad aumentare, con il suo carico di interessi che svuota progressivamente di risorse qualsiasi manovra finanziaria, compresa l’ultima di lacrime e sangue.

Si dice anche che abbiamo vissuto per troppi anni al di sopra delle nostre possibilità. Un vero e proprio tormentone che ha ripetuto ieri in tv anche il sottosegretario Polillo, lo stesso che amiche che con Berlusconi il governo Monti aveva barattato l’appoggio del PDL con il procrastinamento alle calende greche dell’asta sulle frequenze tv che dovrebbe fruttare quasi 5 miliardi di euro (un bel pezzo della riforma previdenziale, per intenderci).

Si dice anche che il vento dell’antipolitica può danneggiare tutti, e in fondo è vero. Il nostro paese è una democrazia di tipo rappresentativo, nel senso che il potere si delega a chi viene eletto in parlamento: se cade la fiducia negli eletti cade la democrazia e qualsiasi golpe può essere dietro l’angolo.

Infine si dice che dall’Italia dipende praticamente il destino dell’intero pianeta, per un effetto domino (che non abbiamo certo voluto noi ma la roulette russa della finanza mondiale) che potrebbe innescarsi con il default del belpaese e trascinare dietro prima l’Europa e poi la stessa America.

Ebbene, finora la cura di Monti ha semplicemente anestetizzato il paziente. Più di due terzi della popolazione italiana, cittadini, famiglie e imprese produttive, sono in forte sofferenza ma stringono i denti sperando che prima o poi il governo metta le mani nelle tasche degli italiani furbi. Quelli, per intenderci, che con la crisi si sono ingrassati a dismisura, e continuano a ingrassarsi. Quelli che comprano a piene mani il nostro stesso debito e aspettano di essere ripagati con profumati interessi. Quelli che, quando non fiutano grossi affari nel nostro paese, portano il denaro fuori ( è ripresa ancora più di prima la fuga dei capitali, con ogni mezzo lecito e illecito, soprattutto illecito.).

A fine gennaio, metà febbraio, sapremo di più. Se cioè dopo averci ridotto alla fame, dopo aver distrutto il futuro breve dei pensionati e lungo dei giovani disoccupati, questo governo ci informerà di non poter onorare i suoi debiti con gli investitori. Io dico a questo punto: prepariamoci, non restiamo a guardare. Se Monti non vuole fare la patrimoniale OGGI, non domani; se Monti non vuole fare l’asta delle frequenze OGGI, non domani; se Monti non vuole rivedere il sistema fiscale in favore dei bassi e medi redditi OGGI, non domani; se Monti non vuole, OGGI e non domani, restituire denaro alle famiglie per far ripartire la domanda interna, se Monti dunque non vuole dare retta all’Italia, l’Italia non può dare retta a Monti, e neanche ai partiti che lo sorreggono.

Presidente Monti non tirare troppo la corda. La politica, in tempi di crisi, alla fine la fa il paese reale, è bene che tu lo sappia, è bene che lo sappiano i partiti.

Ci avete bloccato i contratti da quattro anni e passa, e avete trasformato l'indennità di contingenza in un giocattolino buffo e ammaestrato, che non restituisce più potere d'acquisto a salari e stipendi. E saremmo noi le cicale spensierate? Ci avevate promesso equità e crescita. Ci avevate promesso sacrifici proporzionati al portafoglio di ciascun italiano. Niente di tutto questo finora è accaduto e il tempo è scaduto. I prezzi e le tariffe salgono, i commercianti se ne fottono, la benzina sale e le pompe bianche beato chi l’ha viste. Non abbiamo la sveglia al collo, non abbiamo mai fatto le cicale, non passiamo il natale a Cortina e non regaliamo uova di struzzo. La brava, onesta e ormai POVERA gente di questo paese non vuole più attendere e non attenderà più, ve ne accorgerete ben presto. Siete riusciti a fare ringalluzzire perfino Berlusconi, pensate un po’.

L’Italia non è più in sonno e i fuochi sono accesi. Se non arriva oggi il segno del vero cambiamento, il paese esploderà a breve. Che l’anno nuovo vi porti consiglio giusto, altrimenti cari professori fatevi da parte e andiamo alle elezioni subito. Se queste sono le vostre lezioni di democrazia, è bene che siano sancite dalle urne. La vera democrazia non è l'arbitrio delle cricche e la vera libertà è quella vigilata dalle regole, che devono valere per tutti, nessuno escluso. Si chiama legalità,  cari professori, ricordatevelo.
Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it   

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