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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
17 settembre 2011
IL TRIVELLATORE, PRESIDENTE A TEMPO PERSO ( di Stefano Olivieri)

Che cosa ne pensate di un settantacinquenne che conta quante scopate ( a pagamento) si fa al giorno? Non pensate a uno in particolare, concentratevi per un attimo soltanto sull’età. Stiamo parlando di un uomo più che maturo, che per di più ha avuto diversi problemi “dabbasso”, come dicevano nel secolo scorso. Che con buona probabilità non è più in grado di procreare perchè ha subito interventi riparatori e ricostruttori, anche con inserzione di protesi idraulico-meccaniche come riferì a suo tempo il Fatto Quotidiano ( “…Del resto, è nelle sale operatorie dell’ospedale di don Verzé che si dice Silvio abbia risolto in maniera definitiva (e idraulica) i suoi problemi erotici, grazie all’equipe dell’ottimo professor Francesco Montorsi, specialista in disfunzioni erettili postchirurgiche…”. ).
 
Stiamo parlando di un uomo ricco, molto ricco, e potente. L’uomo a cui gli italiani hanno affidato ( per la terza volta) nel 2008 le redini di un paese che la crisi aveva già iniziato a mordere. Un uomo che, mentre le fabbriche fallivano e licenziavano operai, mentre le famiglie italiane si impoverivano e non sapevano mettere insieme il pranzo con la cena, trombava senza sosta perchè per lui "la patonza" era molto più importante della crisi che attraversa il paese. Molti di quelli che dicevano "beato lui!" oggi dicono "poveri noi!" perchè l'Italia è ormai la cenerentola dell'Unione europea anche in conseguenza a questi pruriti senili che lo hanno condotto a essere fisiologicamente un "presidente a tempo perso". Ricordiamoci quante volte lo abbiamo visto addormentarsi in pubblico.
 
Mio marito è malato, aveva detto Veronica. E la satiriasi c'era eccome e  c'è tuttora, non è roba che si manda via con una aspirina. Sopratutto se al tuo capezzale ci sono soltanto yesmen e igieniste dentali. Così il trivellatore trombava dappertutto, a Roma come in Sardegna, nelle sue abitazioni che sono anche residenze di stato. Si divertiva con le escort, che è l’ultimo pudore linguistico inventato dalla destra per definire le mignotte a pagamento, seppure di classe A. Trombava e contava: una, due, tre, quattro…. E poi si vantava con i suoi amici ( meglio dire sottoposti, perchè Berlusconi è troppo egoista per sapere che cosa è l'amicizia), con i suoi compagni di merende, i suoi procacciatori di prostitute.
Non stiamo parlando di un film porno ma di un uomo di stato, di un presidente del consiglio “a tempo perso”, come lui stesso si è definito chiacchierando, fra un'ammucchiata e l'altra, con le sue badanti. Perfino sull'aereo presidenziale le ha fatte salire le zoccole, a spese nostre.
 
Qui ormai non ha più senso parlare di processi, di intercettazioni, di persecuzioni giudiziarie. Qui è davvero uscita fuori la morchia, il fango puzzolente. Diceva Montanelli in una storica intervista, nel 2001 :"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo".  
 
E’ proprio così, quel pozzo è stato svuotato, ancora nemmeno del tutto. Perché non sappiamo ancora bene quanto, al di là delle migliaia di euro sborsate da Berlusconi ( e anche dagli italiani, se consideriamo i posti pubblici distribuiti alle papigirls), siano costate al nostro paese le scopatine del premier. In termini di corruzione pubblica, di appalti truccati, di cricche di stato. E’  qui che viene meno il diritto alla privacy, è su questo punto che il premier ( e i suoi compagni di merende) dovranno rendere conto agli italiani e non solo ai giudici. C’è da far venire i brividi anche ai morti.
 
Adesso basta. Se ne deve andare. SE NE DEVE ANDARE. L'Europa, il mondo intero si chiede perchè non lo cacciamo via a pedate. Già, perchè non lo facciamo ? Perchè non ci convochiamo sotto palazzochigi per un mese finchè non fa le valigie? Quale simulacro di democrazia stiamo proteggendo? Si è fatta ora che il paese celebri questo funerale politico una volta per tutte.
 
Stefano Olivieri
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