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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
5 agosto 2011
E' suonata la campana per Berlusconi ( di Stefano Olivieri)

Per chi suona la campana oggi? Suona a morto per il governo. Alle 9,00 del 5 agosto 2011 piazza Affari apre a -3,23 e lo spread con i bond tedeschi è salito a 412, a soli 2 punti dai 414 spagnoli. La grande massa – direi i due terzi, probabilmente i tre quarti del popolo italiano non possiede titoli in borsa, né buoni ordinari del tesoro e tanto meno quelli poliennali. Parlo della gente che ha già il conto corrente in rosso e dunque paga interessi passivi su ciò che preleva. Parlo dei padri di famiglia con i salari ridotti al lumicino, degli impiegati con gli stipendi bloccati da 4 anni, parlo dei precari giovani e non, che sono carne da macello offerta al miglior offerente. Non è un caso che il contratto di lavoro occasionale e accessorio ( che copre il minimo indispensabile di inps e inail, senza diritto a ferie e copertura malattia) stia progressivamente sostituendosi al contratto di lavoro fisso anche laddove non dovrebbe ( padrone, orario e luogo di lavoro fissi).
 
Il bilancio consultivo Inps del 2010 porta un patrimonio netto di 43,5 miliardi di euro. L’ente è uno dei rari esempi virtuosi nel panorama italiano: i risparmi sono stati realizzati razionalizzando il lavoro, riducendo il personale (-14% dal 2006 al 2010) e aumentando la produttività ( + 13%). Ma l’utile è stato conseguito anche sui falsi ( o presunti tali) invalidi civili ( - 10 %), con operazioni che sono spesso giunte sui giornali per l’uso fin troppo incauto della revoca della prestazione. A pagare alla fine sono sempre i più deboli. Ci sarebbe da chiedere a Sacconi che fine farà questo tesoretto.
 
Non rendersi conto che chi ha incarichi e responsabilità di governo non possa e non debba andare in ferie nemmeno un giorno per fronteggiare questa crisi; non rendersi conto che il risparmio italiano NON HA CREDUTO a Berlusconi ( ieri è stata la giornata più nera in Borsa, ma oggi deve ancora passare); non rendersi conto che il segno di discontinuità che tutti, dalla Confindustria ai sindacati, dall’opposizione in parlamento al popolo intero, aspettano altro non è che le dimissioni di Berlusconi e del suo governo, ebbene non rendersi conto di tutto questo ci porta al default.
 
E il default lo paga in primis il poveraccio senza tutele, quello che non ha titoli, bot, btp. Lo pagano le famiglie, i pensionati, i giovani precari. Non si può più far finta di niente, Berlusconi deve andarsene, di sua iniziativa o con le maniere forti.
 
Napolitano convochi il premier ufficialmente e lo inviti con tutta la perentorietà consentita dalla moral soasion a fare le valigie. Non è più tempo di etichette e di galateo, in particolare con un uomo che non sa neanche che cosa significhi il galateo istituzionale.
 
Intanto se ne vadano, lui e il suo alleato Bossi. La Lega ha responsabilità evidenti in questo tracollo non del governo, ma dell’intero paese, e deve pagare dazio. In democrazia chi sbaglia paga e va messo da parte, prima lo facciamo meglio è.   
 
Stefano OLivieri
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