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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
11 giugno 2011
LA VACANZA DEL SOVRANO (di Stefano Olivieri)

Caro presidente del consiglio. Caro nel senso che ci costi caro davvero per ogni cosa che fai, pensi e combini. Sei approdato alla politica 17 anni fa come campione dell’antipolitica e oggi che ormai il tuo declino si profila all’orizzonte tiriamo le somme di un’era, la tua nel bene e soprattutto nel male di questo paese.

Sei sceso in campo per difendere i tuoi interessi e hai sempre continuato a farlo, senza interruzione alcuna. Da imprenditore miliardario hai fondato due partiti impegnando risorse personali e persone già alle tue dipendenze e hai conquistato più volte il governo del paese dicendo a tutti che intendevi cambiarlo. Era vero, ma soltanto in ciò che andava contro i tuoi stessi interessi. Ti sei fatto confezionare tante leggi ad personam per contrastare quello che tu definisci – e fai definire dai tuoi yesmen – accanimento giudiziario dei giudici, e hai progressivamente trasformato l’intero parlamento in un votificio per dare parvenza di legge ai tuoi continui soprusi. Hai diviso il mondo del lavoro, ti sei scagliato contro la Costituzione definendola vecchia ( ma è più giovane di te), contro il Presidente della Repubblica, contro il presidente della Camera, contro la magistratura rea di non voler assecondare il tuo piano piduista.
 
Ora sei finito e domani a Dio piacendo si celebrerà il tuo funerale politico mentre tu tenterai con una sveltina a pagamento nella tua villa in Sardegna di esorcizzare l’inevitabile. Fino all’ultimo senza dignità, altro che statista.
 
Se togli il disturbo la stragrande maggioranza degli italiani non ti rimpiangerà, di questo ne sei perfettamente consapevole. Sei l’unico capo di governo nell’occidente che gira scortato da dieci gorilla, come un vero capo gang. Continui a sorridere ma hai la morte nel cuore e sai che presto tutti ti presenteranno il conto quando sarai costretto a farti da parte, e comunque vada l’esito referendario di domani e dopodomani, sappi che tu non andando a votare hai già perso. Perché hai dimostrato una volta di più che abusi del consenso popolare non mettendoti più in gioco. Da dieci anni rifiuti un confronto diretto con l’opposizione politica e ti blindi nei tuoi palazzi, sappiamo a che fare.
 
Minacci rappresaglie politiche se passasse il SI’ che ti riguarda da vicino, parli di prescrizione breve ma non ci fai più paura. Te la facciamo noi una prescrizione breve : Vattene. E non farti più vedere fra la gente per bene di questo paese.
 
Stefano Olivieri
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