.
Annunci online

se sono partito ogni tanto devo pur tornare
29 gennaio 2011
LIBERTA' E DEMOCRAZIA PASSANO ATTRAVERSO LA RETE ( di Stefano Olivieri)

Si è appena dimesso il governo egiziano di Mubarak, sedicente zio di Ruby rubacuori. L’Egitto segue Albania e Tunisia in questo straordinario gennaio 2011 che segna nel breve giro di pochi giorni la capitolazione di  Zin el-Abidin Ben Ali, al potere da 23 anni in Tunisia. Ora si è rifugiato in Arabia Saudita.
 
Poi è stata la volta dell’Albania di Sally Berisha. Un premier dispotico e molto amico di Berlusconi, era appena il 3 dicembre del 2010 quando “…Una delegazione dei Club della Libertà guidata dal Presidente della Commissione Trasporti della Camera, on.Mario Valducci, presidente anche dei Club della Libertà, ha incontrato il Primo Ministro albanese Sali Berisha a FeClub della Libertà Albania con sede a Tirana, ha affrontato due temi principali, due pilastri: infrastrutture statali e tecnologiche e situazione politica…” ( da l’Unità online). In quell’occasione Berisha commentò : “Sono entusiasta che questo movimento dei Club di Silvio Berlusconi sia arrivato in Albania, la libertà è un grande valore…”. Poi il 20 gennaio gli spari sui manifestanti inermi, i morti, e l’altro ieri una protesta oceanica a Tirana, in ricordo di quei morti. Di fronte a quella folla rabbiosa ma composta Berisha ha scelto il silenzio, mentre l’opposizione si candida per la guida del paese. Aria tesissima, da guerra civile,
 
Infine l’Egitto, è cronaca di queste ore. Mubarak ha scelto la linea dura, ha tentato di mettere il bavaglio all’informazione web e ai telefoni, ma è stato tutto inutile e adesso anche per l’Egitto si apre, forse, una nuova stagione.
 
Naturalmente non è tutto oro ciò che luccica. Accanto alle legittime e sacrosante proteste della popolazione tunisina, albanese ed egiziana, oppressa da tre regimi tutt’altro che benevoli, c’è l’ombra inquieta di Al Qaeda. In Tunisia per esempio, in perfetta coincidenza dei disordini, l’organizzazione Al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), uno dei gruppi terroristi appartenenti alla rete di Bin Laden, ha diffuso un video, subito individuato dai servizi americani, in cui Abu Musab Abdul Wadud, leader di Aqmi invita i tunisini a rovesciare il regime del presidente Ben Ali. E che Bin Laden e i suoi sappiano maneggiare assai bene le comunicazioni di massa purtroppo lo sappiamo da quel 11 settembre 2011, quando tre aerei in mano a terroristi islamici fecero fuori il World Trade Center a New York e un’ala del Pentagono a Washington. La sequenza dell’attacco era stata sicuramente studiata per far si che i media televisivi potessero riprendere il terrore e diffonderlo in modo virale in tutto il pianeta.
 
Occorre dunque essere cauti, esattamente come sta facendo Obama con il suo alleato Mubarak : siamo per la libertà e la giustizia dei popoli, esattamente nella stessa misura in cui siamo schierati contro il terrorismo. Quel che conta di più è restituire al popolo egiziano ( ma anche a quello tunisino e albanese) la capacità di autodeterminarsi e di poter scegliere liberamente i propri rappresentanti a cui affidare il governo.
 
E l’Italia ? Forse Berlusconi tirerà un sospiro di sollievo al pensiero che questa inaspettata tempesta politica nel mediterraneo possa in qualche modo distogliere l’attenzione dalle sue feste eleganti dove si gioca a scopa, ed è certo che non fa bene a questo paese rimanere invischiato da anni nelle conseguenze giudiziarie dei pruriti senili del premier mentre nel mondo accadono cose importantissime : a parte le vicende già citate, c’è ad esempio il nuovo equilibrio socioeconomico che va velocemente delineandosi ( per dirne solo una la Cina, l’India, il Brasile che oggi  “tirano” la ripresa mondiale con Usa, Giappone e la vecchia Europa costretta a rincorrere).
 
Berlusconi spera di far dimenticare Ruby, ma ciò che ormai non può ignorare il paese è l’inadeguatezza di questo governo. E le bugie del suo premier : non solo Ruby ma anche Mills e Mediatrade ( i nuovi processi al varco), e poi il percolato dei rifiuti napoletani sversato in mare con l’accondiscendenza del plenipotenziario Bertolaso, e le nuove case in Abruzzo che già perdono i pezzi…
 
La favola è finita signor presidente, a prescindere dalle schifezze che lei fa a casa sua con le ragazzine. E’ ora di voltare pagina anche in Italia.
 
Potrà la rete internet, i social network, il tam tam informatico  della rete e degli sms aiutare anche il nostro paese a liberarsi da un regime vecchio e corrotto come quello di Berlusconi ? Potrà soprattutto far lievitare e rendere visibile una convincente alternativa democratica, perché il partito dei dubbiosi è ormai arrivato secondo i sondaggi al 40 % ? Io spero davvero di si, ma occorre l’impegno, la mobilitazione, la fantasia creativa ( perché questa battaglia si gioca anche e soprattutto sui media), il sacrificio e l’impegno di tutti. Ad esempio, sto cercando insieme ad altri amici di Facebook di lanciare la pagina "Siamo tutti nipoti di..." per mettere in risalto davanti a tutto il mondo la balla che il premier ci vuole propinare ( ha creduto che Ruby fosse nipote di Mubarak, e per questo ha telefonato in Questura, da presidente del consiglio, perchè quello era un caso di galateo internazionale...).
 
Insomma, diamoci tutti da fare, e subito. Nessuno può stare alla finestra ad aspettare che si faccia la storia. La storia siamo noi.
 
Stefano Olivieri
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 887182 volte

Questo blog si presenta sotto forma di appunti personali, e come tale non segue un vero filo logico nel corso del tempo. Il presente blog non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita’ dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7.03.2001. posizionamento sui motori ricerca



IL CANNOCCHIALE