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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
23 gennaio 2011
Primo stipendio del 2011 ( di Stefano Olivieri)

Siamo al primo stipendio del 2011. Più magro degli altri anni perché i padroni hanno fatto bungabunga anche con i nostri contratti. Quelli che sono stati chiusi, pochissimi, hanno fatto stringere la cinghia del denaro e anche delle libertà in fabbrica, vedere il caso Fiat. Meno tempo anche per andare al cesso, guai ad ammalarsi e niente sindacato in fabbrica, a meno che non sia uno di quelli che scodinzolano al padrone.
 
E già che sto parlando dei privilegiati, di chi un lavoro, scarso che sia, è riuscito ancora a tenerselo stretto. Il governo si vanta di aver tenuto botta alla crisi, di aver sostenuto il reddito di chi perdeva lavoro. E’ vero, ha dato fondo alle casse, ha usato perfino i fondi per le aree sottosviluppate (che prima o poi dovrebbero essere restituiti ), ma non ha messo in atto una qualsiasi strategia per la ricrescita, nulla di nulla. Così, finita la cassa integrazione e la mobilità, nel corso di quest’anno terribile assisteremo alla crescita logaritmica della povertà in Italia. E neanche il ceto medio, la middle class italiana di colletti bianchi pubblici e privati, se la passa tanto meglio : gran parte dei contratti pubblici sono stati congelati, i tagli orizzontali hanno colpito dalla scuola alla previdenza, passando anche per l’agenzia delle entrate. Brunetta si gode il calo dell’assenteismo ma sa che è una vittoria di Pirro, perché i furbi trovano sempre il modo e gli onesti, invece, stanno peggio di prima lavorando il doppio.
 
Il governo non ha fatto nulla, non ha investito, non ha puntato sui lavoratori italiani, che poi sono anche i principali consumatori dei prodotti italiani. Così le aziende stentano a ripartire, la merce resta in magazzino e il padrone licenzia gli operai, è questo il circolo vizioso che l’ineffabile Tremonti, il dogmatico Sacconi e il sultano Berlusconi non hanno voluto capire. L’Italia quest’anno rischia, rischia il botto grosso e nessuno al governo vuole ammetterlo.
 
Berlusconi è troppo impegnato nella sua battaglia personale. Due video suoi, poi le difese d’ufficio delle sue badanti in tv. L’Italia ha bisogno di lavorare e mangiare, ma lui è munifico soltanto con le ragazze dell’olgettina, alle quali continua anche durante l’inchiesta in atto a bonificare doni da 10000 euro. L’avesse fatto con i terremotati dell’Abruzzo, l’Italia gli sarebbe stata anche riconoscente. Ma lui in Abruzzo ha costruito case che col passar del tempo sembrano sempre più quegli sfondi da film western all’italiana, basta che giri l’angolo e trovi la magagna. Invece alle sue badanti, infermiere, poliziotte ( dipende dalla serata a tema) ha riservato appartamenti con tutti i crismi, spesati perfino di bollette. L’Italia continua a votarlo, si dice. Probabilmente sì, c’è una parte d’’Italia che ha bisogno di lui per continuare a evadere fisco, contributi e quant’altro, e che si aggrappa al sultano per continuare ad avere privilegi. C’è poi un’altra parte del paese che lo vota perché Silvio è diventato una religione, molto ben confezionata dalla tv, e anche perché – occorre dirlo – nessuno dall’opposizione ha ancora avuto l’idea di creare un programma alternativo a quello del governo su tasse, lavoro, scuola, salute, che possa raccogliere le firme di tutti i partiti all’opposizione. Così su un piatto destro della bilancia ci sarà pure sterco di vacca rinseccolito, che pesa però sempre di più dell’aria fritta che si vede dalle parti dell’opposizione.
 
Meno male che la Sorcinelli, ex meteorina anche lei bonificata ( nel senso dei bonifici) dal sultano, a gennaio ha ricevuto il suo stipendio : 10mila euro, per servizi vari, quali lo scoprirà la magistratura. Certo che ora che le ragazze sono interrogate dai giudici, a papi Silvio tocca tenersele buone, senza ritardare i pagamenti.  Vai così Italia, male che vada, adesso che abbiamo anche il suo numero di cellulare ( era sull’agenda di due prostitute) anche se ci tagliano gli stipendi  possiamo sempre telefonargli e chiedergli un regalino, giusto quello -  s’intende - che serve per tirare un po’ il fiato. Mica ci si vuole approfittare, eh papi ?
 
Stefano Olivieri

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permalink | inviato da Stefano51 il 23/1/2011 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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