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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
8 novembre 2010
CRISI ED ELEZIONI, ULTIMA CHIAMATA (di Stefano Olivieri)

 

 

 

 

Alle elezioni politiche del 2008 del 14 aprile del 2008 il voto dei cittadini che votarono per la coalizione che faceva riferimento a Silvio Berlusconi assommò 15.507.549 adesioni (PDL+Lega+MPA). La percentuale sul voto complessivo fu del 47,329 %.

Gli elettori che votarono altri partiti ( e dunque contro Berlusconi, visto che il nostro sistema maggioritario per le politiche non prevede il doppio turno) furono 16.770.317 con una percentuale sul voto complessivo del 52,671 %

Se anche le prossime elezioni politiche anticipate ( a marzo 2011 ?) si dovessero risolvere, come pare, in un referendum pro e contro Berlusconi, occorre tenere presente che, se non viene cambiata la legge elettorale prima di effettuare la consultazione, il risultato del voto inteso come consenso o meno all’attuale premier varrà al solito come il due di briscola ( così come è stato nel 2008, quando Berlusconi NON EBBE il consenso della maggioranza dei votanti) e ci ritroveremo di nuovo il cavaliere in sella al governo e forse – complicazione in più – con due camere di opposto segno politico.

Modificare questa legge elettorale appare evidente a tutti come necessità, ma è altrettanto chiaro che l’eventuale governo tecnico che dovesse mettervi mano avrà molte difficoltà. Non tutto infatti si può risolvere semplicemente “blindando” le liste e consentendo così ai cittadini di esprimere di nuovo le loro preferenze, fosse anche all’ultimo nome della lista. I problemi più spinosi riguarderanno l’asticella della soglia percentuale per i partiti che intenderanno partecipare alla consultazione senza preventivamente allearsi in una coalizione : quanto più bassa sarà questa asticella, tanto maggiore potrà essere in parlamento il numero dei partiti fuori dai patti di coalizione, con evidente pregiudizio per la governabilità. In Italia infatti non è previsto il doppio turno, che se introdotto porterebbe inevitabilmente a riconsiderare la funzione del premier.

Insomma, il pericolo reale è che si perda tempo preziosissimo per fare affrontare dalla peggiore classe politica (un parlamento di nominati) un problema ( la nuova legge elettorale) al di sopra delle loro possibilità. Intanto per il momento la scena è occupata dal cerino acceso e dalle scommesse su chi si brucerà le mani. La manfrina durerà non oltre il 14 dicembre, quando la Consulta respingerà il lodo Alfano. Poi, forse - dipende sempre da quanta ammuìna tenterà di sollevare Berlusconi, fosse anche una guerra civile -  potrebbe esserci il governo tecnico e il tentativo di modificare la porcata Calderoli.  Sicuramente ci proveranno, non dico di no, ma poi vedrete che quando saranno passati 2 anni, 11 mesi e un giorno dal 14 aprile del 2008 ( per gli italiani elettori servono 35 anni di contributi per andare in pensione; per gli italiani eletti bastano 35 MESI per aver diritto a una pensione -cumulabile e reversibile - di almeno 3000 euro mensili) dopo appunto aver messo in saccoccia il diritto a pensione, il governo tecnico avrà una improvvisa fretta di sciogliersi.

Ci potremmo trovare così a marzo con la stessa porcata Calderoli e una situazione complessiva nel paese in totale disfacimento : l’humus ideale per l’ennesimo regime populista. Questa è la situazione e questa, per la sinistra italiana e per tutte le persone di buona volontà che hanno davvero a cuore il loro paese, è davvero l’ultima chiamata. Se non verrà raccolta alla povera gente non resterà che la rivoluzione.

Gli italiani, la gente semplice attende. Si  aspettano, alla fine di questo inferno che sarà pure mondiale ma questo governo ci ha messo molto del suo , un mercato del lavoro finalmente trasparente e giusto, che premi il talento e salvaguardi la persona umana; attendono una giustizia senza trappole e privilegi, che faccia pulizia dentro e fuori dal parlamento e offra garanzie sufficienti per gli investimenti nel nostro paese. Vogliono una scuola per tutti davvero, basata sul merito e non sulle clientele, e una ricerca all’altezza della nostra storia passata. Gli italiani vogliono sentirsi di nuovo cittadini e non sudditi o schiavi, vogliono poter lavorare e mettere su famiglia ma anche sognare e divertirsi.

Vogliamo, dobbiamo tornare ad essere sereni, vogliamo che la diversità sia confronto e non scontro, esigiamo una politica pulita che faccia ripartire in modo virtuoso tutto il sistema produttivo. La maggior parte del paese è composta da persone per bene, oneste e lavoratrici. Contiamo su di loro per favore, aiutiamole ad emergere e rifondiamo questo benedetto paese sul lavoro, sulla dignità dell’uomo, sulla giustizia e sulla solidarietà umana. Desiderare tutto questo non significa essere buonisti con la testa fra le nuvole, perchè perchè sarà necessaria fermezza e autorità per spalare la morchia stratificata da almeno un decennio su tutti noi, e troppe teste dovranno saltare. Ma non c'è alternativa se si vuole davvero passare da una logica di potere ad una vera azione di governo. Cominciando dalle parole : chiamare ladro chi è ladro, e un attimo dopo punirlo; chiamare onesto chi lo è per davvero e non ha difficoltà a dimostrarlo, e per questo premiarlo. Semplice, e non impossibile. 

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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permalink | inviato da Stefano51 il 8/11/2010 alle 12:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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