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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
30 settembre 2010
MA IL PAESE HA NEGATO LA FIDUCIA (di Stefano Olivieri)
 

Noi Sud e Voi Nord, l’area dei responsabili e il movimento per l’autonomia, l’Api e la Lega, il movimento democratico (arriva anche questo) e area democratica, il PD e la Lega, Di Pietro con la testa della piovra in mano e Casini che ci prova fino all’ultimo a fare la grassa coalizione. E Fini naturalmente, con i finiani che votano (tranne Granata, che proprio non ce l’ha fatta e ha votato no) la fiducia più velenosa che il premier abbia mai ricevuto fra le 37 richieste finora dall’inizio della legislatura. Perché questa fiducia è una cambiale protestata, scadenza marzo 2011.

Ok, abbiamo appurato in diretta tv che questo governo è già cadavere e l’accanimento terapeutico serve soltanto al premier, per evitargli l’ennesima condanna. Forse aveva ragione De Magistris a proporre un lasciapassare, un biglietto di sola andata per una delle sue tante regge all’estero e una mano di bianco sulle sue malefatte. A quest’ora la politica avrebbe potuto occuparsi d’altro, che c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Parliamoci chiaro: tutti i parlamentari italiani parlano della crisi ma non la masticano, non la assaporano sotto i denti davvero. Non sanno che cosa significa alzarsi così presto da vedere le civette per strada, sedersi sul sedile umido di un autobus vuoto che attraversa la città di notte, che il sole deve ancora sorgere. Avere in tasca dieci euro, 4 per le sigarette e il resto da centellinare senza poter nemmeno offrire un caffè a un collega di lavoro, due pagnottelle con la mortadella portate da casa. Rigirarsi la notte al pensiero che questo mese scade l’assicurazione dell’auto, che ci sarebbe da ricomprare la lavastoviglie rotta da sei mesi anche se tua moglie non te la chiede e si scalda l’acqua per lavare i piatti sul fuoco, come si faceva una volta. Perché appunto si torna indietro invece di andare avanti, i sogni cedono il posto agli incubi, impossibile pensare al futuro. I parlamentari italiani dovrebbero masticarla sotto i denti questa crisi, ogni giorno, per capire che cosa è. E’ difficile farlo se guadagni come loro cifre a quattro zeri ogni mese, è impossibile poi se sei al palazzo da tre, quattro legislature di seguito, ti sei perso un pezzo di storia del tuo paese, mica tanto bella, e difficile, complessa da interpretare.

Dicono che il governo galleggerà ancora per un po’ dopo la fiducia che gli ha accordato un parlamento di nominati. Come una nave fantasma verso l’ignoto, con un capitano sempre più preso dai suoi problemi e meno presente che mai ai problemi del suo paese, ieri si è preso una bordata di fischi perfino dalla sua maggioranza quando ha detto che avrebbe finito la Salerno - Reggio Calabria. Le chiacchiere stanno a zero signor presidente, a gennaio saranno senza sostegno milioni di cassintegrati e lavoratori in mobilità e si accenderanno i fuochi per le strade sempre più vicini al palazzo. Anche marzo è troppo lontano, fame e democrazia non vanno d’accordo, occorre trovare una soluzione più rapida ed efficace perché la fiducia del paese è crollata, e non solo verso il padre padrone dell’Italia. Andiamo alle elezioni prima che sia tardi.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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