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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
18 settembre 2010
PD, DIRITTO DI CRITICA E DOVERE DI CRESCITA* (di Stefano Olivieri)
 

Ben venga anche Veltroni, ci mancherebbe. La politica non è mai morta per eccesso di dibattito, semmai per i troppi silenzi. Se nel Pd si alzano voci critiche, così come accade nel Pdl, questa non è una malattia ma un segno di crescita, di cambiamento. L’inesorabile parabola discendente del padrone d’Italia, che avviene più per ragioni fisiologiche che politiche, ha fatto sì che al nascere di ogni nuovo giorno ci siano novità, qualcuno che voglia dare la sua ricetta per la crisi, e non si può non esserne contenti.

Ho letto spesso : “Walter se ne era andato in Africa, meglio se ci restava…” Battuta a parte, non conosco molti altri leader candidati premier che si siano messi da parte dopo aver fallito. Walter ha diritto a dire la sua, anche ad alzare i toni se vuole, così come ne ha diritto la Bindi, o Renzi, o chiunque altro. Il problema semmai è in che modo questo dibattito può intercettare e fondersi con quello corale dei cittadini, che forse voleranno più bassi ma conoscono il paese reale molto meglio di chi si è chiuso in parlamento, sortite elettorali a parte, da 10, 15, anche venti o più anni. La capacità di ascoltare il territorio è ancora più importante che sapersi fare ascoltare dai cittadini, e sarebbe ora che a questo si pensasse seriamente in un paese invaso dalle tv e dai telefonini ma sempre più assente e senza potere e voce quando si devono prendere decisioni importanti.

Ho letto l’analisi di Walter e ne ho apprezzato molti passaggi. Compresi quelli in cui ribadisce con passione l’aspirazione maggioritaria del Pd, e al tempo stesso la legittimità di guardare anche fuori, per un leader. Anch’io ci ho visto una apertura alla candidatura di Vendola (potrebbe essere lui il papa nero?), insieme al pericolo che ciò possa essere letto a sinistra (Veltroni boccia sia la scelta neofrontista che quella neocentrista) come una rivisitazione del “voto utile” in chiave di “leader utile”. Tutto potrebbe andar bene alla fine, se non fosse che in questo paese parlare di riforme non è più sufficiente. Per riallineare tutti al nastro di partenza occorrono aggiustamenti pesanti e rapidi, i cui effetti semmai, per durare nel tempo, avranno certamente bisogno di riforme, di un quadro di regole diverso per la giustizia, l’equità sociale e fiscale, la trasparenza di diritti e doveri di ciascuno. Ma se prima non ci si mette davanti a problemi come un bel 20 % di pil nazionale nascosto, se prima non si raddrizza il fisco colpendo i patrimoni e i capitali illeciti, se prima non si da certezza ai cittadini che i furbi e i furbetti hanno davvero le ore contate, ebbene alle riforme, caro Walter, non ci crederà più nessuno, più o meno come adesso.

Un paese normale, anche semplicemente decente ma con nuove regole ( e strumenti adeguati per farle rispettare) che consentano a tutti, nessuno escluso da destra a sinistra, di percepire un vero cambiamento dalla repubblica delle banane del premier Berlusconi. La gente, gli elettori non pretendono la luna da nessuno ma sono stanchi di sole parole. E soprattutto vorrebbero qualcosa di più di un leader nuovo e onesto, vorrebbero che i partiti si tenessero fuori dagli affari e tornassero fra la gente. Vorrebbero che i rappresentanti nominati in parlamento tornassero fra la gente che li ha eletti senza poter scegliere e ascoltassero umilmente ciò che la gente ha da dire loro. Vorrebbero vedere una ragazza brutta ma intelligente fare strada per il suo talento, vorrebbero che si parlasse di riforma del welfare senza partire, per una volta, dalle analisi di Ichino e di Brunetta, perché lo stato sociale è un bene collettivo a cui oggi però contribuisce in massima parte lo strato più disagiato del paese, e questo non va bene.

Parlatene fra di voi caro Walter Veltroni, cari Bersani, Bindi, Vendola, parlatene ma fate parlare anche noi, che abbiamo ormai poco fiato da spendere. L’Italia in movimento ha voglia di guarire da Berlusconi e dal berlusconismo, con o senza di voi, tenetelo a mente.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcanocchiale.it

* Avevo intitolato questo pezzo "Italia in movimento". Poi ho visto in tv Berlusconi parlare al convegno della Destra, che aveva lo stesso titolo, e per non ingenerare equivoci ...

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