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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
30 marzo 2010
NEL BICCHIERE MEZZO VUOTO C'E' TUTTO IL PD ( di Stefano Olivieri)
 Nel bicchiere mezzo vuoto delle regionali 2010 c’è tutto il PD, e guardarci dentro a questo bicchiere è l’unica cosa sana che possiamo fare oggi. Il partito non cresce, anzi viene eradicato dal nord del paese, terra di imprese ma anche di masse operaie.

Non voglio essere fra quelli che indorano la pillola della sconfitta, io sono democratico e basta, è il nome del mio blog che ha come sottotitolo “se sono partito ogni tanto devo pur tornare”. Ebbene, ragazzi, non ci siamo, il partito né carne né pesce può anche dire di essere il polo dell’opposizione, ma questo polo non attrae più perché, per l’appunto, insipido. Abbiamo fuso Margherita e DS, due partiti sul viale del tramonto, facendoci gli auguri e anche molti scongiuri perché il modo in cui fu fatto “ancor m’offende” : primarie bizantine per garantire i già conosciuti e già eletti, uno statuto e un manifesto ufficiale che mettevano in soffitta il dibattito critico su stato confessionale e stato laico, che invece andava affrontato subito (Rutelli e la Binetti se ne sono andati via solo l’altro ieri, ma quanto danno hanno fatto ?). Abbiamo derubricato il mondo operaio all’interno di un ambizioso dibattito sul lavoro che avrebbe dovuto, ma non lo ha fatto per il semplice fatto che non siamo noi al governo, trovare la quadratura del cerchio fra capra e cavoli, cioè fra impresa e lavoratore.

Il risultato è una sequela in ordine sparso di “eserciti” senza capitani : il popolo delle primarie, il popolo viola, perfino buon ultimo il popolo delle cariole all’Aquila, la cui provincia per altro, anche lì, è passata al PDL. Abbiamo corteggiato Casini ipertrofizzando la protesta di Di Pietro fino a clonarla nei grillini ( che in Piemonte hanno sotterrato la buona amministrazione della Bresso, consegnando la regione al tracotante Cota). Abbiamo infine trattato con sussiego il segnale di pericolo indicato più volte dalla CGIL : un mondo del lavoro in mano sempre più ai padroni, una nuova questione operaia che da sola, per il precipitare di regole e tutele in un nuovo medioevo, avrebbe dovuto comportare una robusta correzione di rotta nella strategia del partito.

Ora nel bicchiere mezzo vuoto c’è tutto il PD e i suoi inutili e sparpagliati eserciti, mentre fuori si viaggia in SUV, si ruba a più non posso, si strozza il presente e l’avvenire della povera gente. Sono disgustato da questa sconfitta e pretendo immediate correzioni di rotta. Nel bicchiere mezzo pieno qualcosa è rimasto, è dobbiamo farne tesoro : la Liguria di Burlando, che umilmente ha continuato ad andare fra la gente ignorando i soliti ballon d’essay del cavaliere ; la Puglia di Vendola, che con il suo personale governo del fare ha saputo non solo piantare i paletti di una etica ambientale e del lavoro, ma anche dipingere un sogno sostenibile e realizzabile per la sua gente, stabilendo lui la tabella dei bisogni, indicando lui le strade di chi, volendo fare impresa, doveva comunque assoggettarsi a un piano di cui avrebbe beneficiato in primis la gente comune e le famiglie. Nichi Vendola, Burlando, sono un patrimonio da difendere e da valorizzare, ma sterzando decisamente a sinistra.

Le cause dei problemi del paese è giusto che un partito, all’opposizione, che si chiama democratico, le analizzi individuandone i responsabili. Ma è delle conseguenze sulla povera gente che prima di tutto il PD si deve occupare, da adesso fino alla fine della legislatura. L’Italia è divisa in due dall’incultura e dal denaro, e non ci si farà mai niente se continueremo a tenere i piedi in due staffe. Per il centro c’è tempo, ora bisogna tendere una mano a chi sta annegando, ora voglio un partito democratico che sappia svoltare decisamente a sinistra senza ripensamenti. Lasciate perdere Casini, riscrivete un manifesto dei valori aggiornandolo al cimitero di oggi e soprattutto invitando alla sua redazione anche il popolo abiurato della sinistra, che è sempre lì, orfano dei suoi piccoli partiti non più rappresentati da nessuno. Non aspettate che la Lega, con la scusa del federalismo, fondi davvero la Padania perché allora sarà troppo tardi. Fate in fretta prima che il disagio si ingrotti e divenga un movimento carsico e imprevedibile, perché sarebbe davvero la fine della democrazia.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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permalink | inviato da Stefano51 il 30/3/2010 alle 13:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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