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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
1 luglio 2009
Quelli dell’ulivo selvatico ( di Stefano Olivieri)

Circa dieci anni fa dalle pagine del forum dell’Ulivo, più o meno da queste parti del web visto che ancora oggi questo sito, come dieci anni fa, risulta intestato alla senatrice Marina Magistrelli ( ex Margherita e stretta collaboratrice di Prodi), dieci anni fa dunque nacquero attorno alla pianta dell’ulivo molte fruste, che avevano voglia di crescere e dare frutti. Si vagheggiava già allora di elezioni primarie, di iscrizione tout court all’Ulivo quasi fosse un partito e non un cartello elettorale. C’era grande entusiasmo ma anche molto spirito critico per ciò che non si era fatto nella prima legislatura dell’Ulivo, quella del 96, dove mai fu affrontato e risolto il problema del conflitto di interessi, il problema del pluralismo radio televisivo, giusto per indicarne due.

Queste fronde dell’ulivo, schegge di democrazia, nel tempo trovarono nuove sistemazioni. Io ad esempio insieme ad altri transfughi del forum, fondai liblab.it ( e per un po’ di tempo anche ulivoingiro.it), altri si trovarono il nome accattivante di ulivo selvatico, altri ancora smisero di agitarsi e si riallinearono. Ma la voglia di associazionismo, e ancor prima la necessità di dibattere in senso costruttivo e propositivo del destino comune dei democratici in una avventura di governo, continuarono ad esserci.

Poi arrivo il tempo del pd, che nacque da una forzatura decisa da pochi, è inutile negarlo. E nacque in un momento di grande crisi dei due principali partiti fondatori, i ds e la margherita. In una azienda si rinnovano le macchine quando i guadagni sono alti, per ammortizzare la spesa, in politica spesso si fa il contrario perché la nomenclatura è fortemente autoreferenziata e cerca sempre di salvare almeno se stessa. Si obietterà : “Ma il pd ha fatto le primarie, fin dall’inizio”. Vero. Ma quelle per Prodi furono una necessità per dare un volto ( il popolo delle primarie, per l’appunto) al suo territorio politico di riferimento, visto che Romano non era nemmeno segretario di un partito. Le successive, quelle di Veltroni, servirono a uccidere l’Unione già morente per conto suo. Ma né la prima e nemmeno la seconda volta si è trattato di un vero suffragio universale, dove la società civile potesse realmente avere voce e rappresentanze incisive nelle scelte. Furono inventate regole bizantine, handicap per le new entries così mortificanti per la democrazia che quasi mi vergogno soltanto a ricordarle, e quelle stesse regole per altro sono state riprese nel regolamento per le prossime primarie di ottobre, alla faccia del rinnovamento. Intanto però il Pd aveva creato il suo social network, così chiunque poteva pensare di avere voce e spazio nel partito. Bella trovata.

Nel frattempo era stata inventata – da altri per fortuna – la “porcata” . La legge Calderoli è in piedi da cinque anni e ha attraversato indenne già tre legislature, di cui una di sinistra durante la quale, al solito, come già avvenne per il conflitto di interessi e per il pluralismo radiotelevisivo, nessuno ha mosso un dito per modificarla. Così oggi abbiamo un bel parlamento di nominati, da destra a sinistra, e per rinnovarci dobbiamo sperare che una Serracchiani prenda coraggio durante un congresso e sia così fortunata da trovare qualcun altro che la riprende e poi manda il filmato su youtube. Una scorciatoia per la visibilità e il successo, onorabilissima si intende se paragonata a ben altre scorciatoie che vediamo a destra, ma pur sempre un mezzo del tutto alieno alle regole di delega e rappresentanza che tutti dovremmo conoscere e condividere, se vogliamo parlare di democrazia.

Stamane ho fatto un esperimento. Mi sono fotografato con la webcam e ho ritoccato con un paio di scritte e il logo del pd la mia foto, aggiungendola a una mia autocandidatura alle primarie di ottobre, con tanto di manifesto elettorale. L’ho pubblicata sul mio blog, creando perfino un indirizzo email ad hoc e poi dopo qualche minuto ho pubblicato una nuova notizia, quella del tronista Cozzolino, falso ex di Noemi Letizia, che svela come il suo flirt sia stata tutta una montatura. Ebbene, di solito ( ma non sempre per la verità) pdnetwork pubblica tutte le news provenienti dai blog collegati, salvo sotterrarle dopo 30 secondi con nuove news, alcune delle quali inspiegabilmente restano a galla per ore, se non per giorni. La mia autocandidatura forse è restata su 10 secondi ed è svanita dalla prima pagina, il mio secondo pezzo ( quello su Cozzolino) invece è ancora presente, e ha perfino un commento.

Vorrei che riflettessimo tutti sul significato di democrazia e su dove vogliamo andare. La mia candidatura non è un bluff nella misura in cui la democrazia stessa non è un bluff, ma un impegno serio, serissimo quando le libertà pubbliche, i diritti di tutti, le tutele dei più deboli sono in pericolo. Per questo vi invito a leggere il mio post “E allora mi candido anch’io” , lo trovate qui (http://www.partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2287033 ) e a commentarlo nel merito. E’ inutile mettere su un socialnetwork se poi chi ha voglia di mettersi in gioco viene triturato dal rullo delle news senza avere neanche il tempo di verificare l’impatto della sua candidatura.

Grazie per l’attenzione

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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