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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
7 giugno 2009
IL fido Emilio ( di Stefano Olivieri)
 

Siamo preoccupati, Emilio fido avrebbe davvero bisogno di un buon logopedista. E’ da un po’ di tempo infatti – d'altra parte non è più un giovanotto - che mentre conduce il tg dimentica i cognomi e quando pensa di averli ricordati, li pronuncia male, cosa che non si può perdonare a un giornalista di fama che diriga un tg nazionale. La cosa strana è che il difetto non si presenta sempre, perché talvolta il buon fido sembra normale e totalmente padrone delle sue sinapsi, mentre in altri momenti lo spettacolo che offre di se e della sua testata è a dir poco imbarazzante.

In particolare ultimamente a provocare il cortocircuito nelle facoltà cerebrali del giornalista è il tentativo di pronunciare correttamente un cognome sardo, quello di Antonello Zappadu, il fotoreporter sardo autore degli scatti rubati fra gli ospiti ( e le ospiti soprattutto) di villa Certosa e di altre foto, stavolta scattate in piena legittimità all’aereoporto di Olbia, che inquadrano i numerosi beneficiati dai “voli di Stato” pagati dai contribuenti ( costi triplicati rispetto alla precedente legislatura, c’è chi parla di 60 milioni di euro) messi a disposizione dal premier, sempre per gli ospiti, soprattutto non politici, di villa Certosa.

Ammettiamo pure che il cognome Zappadu non sia tra i più frequenti, ma il numero delle occasioni in cui è stato storpiato dal direttore del TG4 ha dell’incredibile : Zuppeddu, Zappetti, Puzzotti, Pazzeddu, Zuppotti, Pazziddu e da ultimo Puzzeddu. Ha davvero bisogno di un buon dottore il bravo fido nazionale, o forse basterebbe soltanto che, quando parla di Zappadu, non si facesse mandare in onda dai suoi la foto di quest’uomo, un primissimo piano del cranio un po’ pelato che evidentemente, nelle intenzioni del giornalista, dovrebbe evocare lombrosianamente fra gli spettatori del tg4 ( al loro posto mi sentirei offeso, quasi come se il buon fido pensasse di avere a che fare con bambini di undici anni neanche troppo svegli…) la ferocia bestiale con cui quest’uomo si è accanito contro il premier e la privacy delle sue innocenti festicciole private. Evidentemente quella immagine terrorizza anche lui e gli fa perdere il controllo della situazione, forse vorrebbe scappare ma resta lì, indomito, e così la mente gli si appanna.

E per chi proprio non riuscisse ancora a terrorizzarsi con babau Zappadu, ecco che sempre nel tg4 è pronta l’insinuazione di Cicchitto ( “… e se invece di un teleobiettivo si fosse trattato di un fucile…?) di fronte alla quale dovrebbealla fine piegarsi anche il più scettico fra gli elettori. Ma come, con tutti i soldati sparpagliati nella penisola a difesa della sicurezza dei cittadini, quel benedetto uomo non ha pensato a dislocarne almeno qualcuno nelle colline, ma che dico, nelle provincie antistanti la proprietà di villa Certosa ? E’ proprio un padre della patria, generoso e disinteressato, si è portato perfino i suoi cuochi a palazzochigi per evitare aggravi economici allo Stato ( ed eventuali fortuiti avvelenamenti alimentari).

Comunque, tornando a Emilio fido e a Zappadu, avviene una cosa straordinaria quando invece il giornalista pronuncia il cognome Berlusconi, cosa che fa un numero straordinario di volte ad ogni tg, tant’è che perfino il Garante delle Telecomunicazioni messo lì da Berlusconi lo ha più volte multato, ma lui se ne strasfrega, soprattutto sotto elezioni, tanto paga papi. Quando compare sulle labbra del giornalista il nome del premier il volto gli si illumina quasi avesse visto la Madonna, lo sguardo gli si addolcisce e la lingua soprattutto scorre fluida su quel cumulo di vocali e consonanti : BER-LU-SCO-NI. Oh, non sbaglia mai, sempre perfetto, mai un’allitterazione, una dimenticanza, un qualsiasi inciampo. E dire che il cognome non è proprio semplicissimo, e per uno che ha problemi di linguaggio e di memoria come lui potrebbe, anzi dovrebbe capitare di pronunciare ad esempio parole come Bernacconi, Beiruttoni, Pernacchioni, Beilosconi ( a proposito : l’etimo è proprio questo, da “berluscus” o anche “bisluscus” che in latino significa due volte losco). O ancora Biscottoni, Bernardoni, Scopettoni, Begnokkoni, Parrucconi, etc. etc. etc.

Invece nulla, non sbaglia mai. Al punto che mi è affiorato il sospetto che Emilio lo faccia apposta – diciamo a comando – a storpiare o a dimenticare all’occorrenza - che siano cognomi di persone o titoli di testate giornalistiche non fa differenza – tutto ciò che può risultare sgradito al presidente. E’ davvero fido, il buon Emilio.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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