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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
3 maggio 2009
Veronica dice stop, è l'inizio della fine ( di Stefano Olivieri)
 



Dopo lo sfogo la moglie chiede il divorzio. Il premier fa il disinvolto, anzi l’addolorato (figurarsi..!) ma sa bene il potenziale catastrofico di una separazione per un politico scoperto dalla moglie con le mani nella marmellata. Puoi far tacere una telefonata intercettata ma non tua moglie, e se Veronica ha deciso di vuotare il sacco, povero lui. La notizia fa il giro del mondo.

Si dirà che questo è bigottismo comodo e interessato, perché a sinistra hanno già cercato in tutti i modi (almeno vogliamo pensarlo) di smuovere quest’uomo dalla posizione di potere politico a cui è saldamente aggrappato da quindici anni. Ma la verità è che – come ha prosaicamente sentenziato Feltri, che pure lo conosce bene, qualche tempo fa - il vero punto debole, il tallone d’Achille di Silvio “papi” Berlusconi è la “gnocca”. Di tutte le fatture e di tutte le età, ma con una recente allarmante tendenza ( Virginia Sanjust qualche tempo fa, adesso Letizia Noemi, che sono ben inteso i casi noti alla stampa ) verso le giovanissime. Di cummenda con nipotine a rimorchio l’Italia ne è sempre stata piena, il nostro cinema ne fece addirittura un genere a se, ma la politica e soprattutto le più alte cariche istituzionali dovrebbero essere un'altra cosa, o no ?

Pensando a Berlusconi e a ciò che potrebbe fare adesso, penso proprio di no. Veronica non esagera a definirlo malato ( “…Ho cercato di aiutare mio marito come si farebbe come una persona che non sta bene…”), il comportamento del premier è da manuale di patologia geriatrica, capitolo “disturbi del comportamento sessuale” e la cosa a questo punto non riguarda più la sfera personale di quest’uomo, riguarda tutto il paese che se lo trova come presidente del consiglio. Perché le turbe sessuali alla sua età, se assecondate invece di essere curate diventano pericolose per la stabilità mentale dell’individuo e per la rilevanza sociale dei suoi comportamenti. Forse la moglie ha pensato proprio questo, che il quieto vivere familiare dovesse a questo punto cedere il passo alla ragion di stato, che il paese intero rischiava grosso con un premier che invece che al paese obbedisce al suo pistolino e alla fine si è decisa. Berlusconi adesso minimizza e i media di regime hanno già iniziato a demolire sistematicamente l’immagine della signora Lario ma sarà tutto inutile, come cercare di rimettere la cacca dentro al cavallo. Anche perché – vedrete se non mi sbaglio – sarà proprio Berlusconi a scrivere le nuove pagine di questa boccaccesca fiction. Non si fermerà, un malato di sesso non può fermarsi a questo punto, e lui non vuole fermarsi perché sa bene che la pancia di questo sciagurato paese lo seguirà fino in fondo. Gli operai, notizia di queste ore, votano in prevalenza per il PDL e lo invidiano quando dice di avere il numero di cellulare della Yespica. Ma l’Italia è anche un paese cattolico, aspetto di leggere Famiglia cristiana sull’argomento.

L’esercito delle veline è già in grande subbuglio. Le innumerevoli aspiranti al trono della Lario hanno già ampiamente dimostrato di essere pronte a tutto per conquistare il posto a fianco del premier e per il cavaliere si prospetta un succulento ma faticosissimo casting. Più che al G8, più che alle case da costruire per i terremotati farebbe bene a questo punto a pensare alla sua prostata, se vuole concludere questa legislatura. Ma lui è fatto così, non sa risparmiarsi, mai. Soprattutto per chi lo chiama “papi”. Sta a vedere che aveva ragione Feltri.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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