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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
3 maggio 2009
L'Italia di "papi" Silvio
 



Mamma mia, non scrivo da una settimana o poco più ed è cambiato il mondo. Le badanti europee di Silvio e il ciarpame di Veronica, la febbre suina e la pandemia, la Fiat che si compra la Chrysler e ora forse anche l’Opel, il tunnel della crisi che – dicono – mostra già un puntolino di luce in fondo, e infine il primo di maggio con i suoi canti, le sue bandiere e le sue speranze. Quanta carne al fuoco.

Macchè. A ben vedere è la solita ordinaria amministrazione. Silvio “papi” Berlusconi è sempre lo stesso di prima, può darsi soltanto che la sua passione per la gnocca stia subendo l’ennesima recrudescenza, il che è tipico dell’età senile : più si va avanti negli anni e più ci si allontana dalla sponda di una gioventù che non ritorna, neanche a seppellirci in un mare di viagra. Il premier vuole i suoi candidati benvestiti e le sue candidate ben svestite, e allora ? Ci stupiamo per questo dopo che ci ha abituato a ben altre stramberie ? E’ lui il presidente del consiglio, se ha deciso così e gli alleati son d’accordo ( e ti credo : chi gli si mette contro è fuori) vuol dire che l’Italia va avanti così, con le poppe al vento invece che con il vento in poppa, e infatti gli indicatori economici vanno sempre più giù, il prodotto interno lordo pure e solo l’inflazione tende a risalire, segno che i commercianti nella guerra dei poveri che si è accesa nel nostro paese non vogliono certo finire ultimi e raschieranno la botte fino all’ultimo euro, che ci pensino i dipendenti a fare solidarietà.

Il governo alla fine ha ammesso che per tutto il 2009 non c’è trippa, la nave continuerà ad affondare fino a -4,2 % ( Tremonti sotuttoio a luglio 2008, dopo aver licenziato una legge finanziaria dove diceva di aver previsto e risolto il futuro del mondo, aveva previsto un -2 %) e i poveri sempre più poveri continueranno a sopportare il peso di una crisi che ha fin qui salvato le rendite da capitale, i furbetti del quartierino, i mazzettari e i concussi, i falsificatori di bilanci. Il terremoto ha sconquassato l’Abruzzo ma la crisi ha terremotato l’intera Italia e papi Silvio che fa ? Promuove Michela Brambilla a ministro del turismo italiano, forse promuove Fazio alla Salute ( una bella figura di merda andare agli ultimi consessi sulla febbre suina e scoprire che il nostro paese manco ce l’aveva, un ministro della sanità…), infine promette il suo sì al referendum Guzzetta ( così poi fa una bella crisi pilotata, raddoppia deputati e senatori e amen, è pronto per l’incoronazione al quirinale).

Ah, quasi dimenticavo. L’infaticabile “papi” ha anche spostato il G8 dalla Sardegna all’Aquila. Tanto i fondi adoperati saranno sempre gli stessi, i senza fondo f.a.s., le risorse per le aree svantaggiate del nostro disperato paese. Ora in Sardegna nell’oceanico centro congressi in costruzione alla Maddalena ci faranno un bel museo delle cere, a testimonianza imperitura di come anche un popolo fiero e sospettoso come quello sardo possa darsi da solo una bella martellata sulle gengive.

E andiamo avanti così poveri noi. Speriamo soltanto che la crisi non faccia chiudere la gioielleria Damiani, altrimenti papi non potrà rifornirsi di una adeguata scorta di collier con diamanti per le sue tante figliette adottive sparse per la penisola.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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